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Milzanello, la storia, le caratteristiche architettoniche

Per parlare della storia di Milzanello bisogna ovviamente collegarsi alla storia di Leno e della Badia. Alcuni indizi fanno presumere che Milzanello facesse parte di aree demaniali collegate a Leno, già all`epoca romana.
Si suppone che sia stato uno dei centri abitati posti sulla strada consolare che collegava Manerbio a Pontevico anche se non esistono documenti storici certi, fatta eccezione per alcune iscrizioni su lapidi ritrovate attorno al `500 e alcune monete con l`effige di Giulio Cesare.

I primi riferimenti storici certi risalgono all`epoca dei Longobardi.
A Milzanello sono state infatti ritrovate numerose tombe di epoca longobarda con armi, lance, spade, e parti metalliche di elmi e di scudi.
Alcuni studiosi ipotizzano una origine longobarda del nome "Milzanello" ritenendolo formato dal nome "proprietà" e dal nome "San Michele".

Il nome del Santo sarebbe stato storpiato i "Michello" e quindi in "Milzanello" Sicuramente San Michele ( a cui furono dedicate numerose località in tutta la Lombardia) era tenuto in particolare considerazione dai Longobardi convertitisi al cristianesimo ed è quindi plausibile un suo ricordo nella toponomastica delle zone occupate dagli stessi. Milzanello fece parte dei territori della Badia fin dalla fondazione di quest`ultima avvenuta nel 758 e, pur essendo un piccolo centro abitato, estendeva la sua giurisdizione su un`area di circa 1500 ettari.

Gli abati, dopo il periodo di massimo splendore dell`Abbazia (intorno all`anno 1000) affidarono la contrada e le terre circostanti a vari feudatari.
Si possono ricordare diversi nomi ricorrenti nella storia del bresciano: si parla degli Avelongo, dei Poncarali, dei Lomelli, dei Martinengo e dei Gambara.
Alla famiglia dei Gambara, Milzanello è appartenuto fino all`anno 1400 circa.

Sicuramente Milzanello, si menziona in scritti del `500, era un posto fortificato con un castello del quale noi possiamo vedere solamente i resti di una parte di mura merlate inglobate in una villa padronale attualmente disabitata.
Questi possedimenti, nel 1420, dai Gambara passarono agli Uggeri, altra nobile famiglia bresciana, che tenne in proprietà Milzanello fino al 1800. In seguito subentrò una ricca famiglia mantovana.

Come dicevamo, gli Uggeri hanno grande importanza per Milzanello perché si mostrarono attenti ai bisogni della gente, tant`è che quando divennero proprietari nel 1420, promossero opere di sistemazione, di bonifica di case, di cascine, ricostruirono la chiesa, (quella che vediamo adesso, anche se ampliata e sistemata, risale al 1460 circa).
Oltre a realizzare queste opere gli Uggeri ebbero a cuore la vita dei contadini della zona: tra il 1600 e il 1700 diverse volte inviarono personale di fiducia a verificare le condizioni delle abitazioni.

Nelle relazioni relative a questi sopralluoghi vengono documentate e precarie condizioni di vita dei braccianti di quel tempo, si parla, addirittura di solai inagibili e di parti di edifici in procinto di crollare.
Questa nobile famiglia viene ricordata soprattutto come detto, perché si affiancò all`opera di bonifica promossa dagli abati prima e successivamente dal Comune di Leno per dotare anche Mizanello della necessaria acqua di irrigazione tant`è vero che uno dei maggiori canali irrigui esistenti nel territorio di Leno fu voluto da questa famiglia e porta il nome di "Uggera". Milzanello è stato comune autonomo per circa 300 anni fino al 1927 (i primi documenti storici nei quali e citato il Comune di Milzanello risalgono al 1616) e analizzare l`andamento demografico del piccolo centro aiuta a capire la sua storia.

Gli abitanti residenti all`inizio del `700 sono circa 170-180 che vanno aumentando fino ad arrivare, alla fine del `700, intorno alle 630 unità sparse su tutta la proprietà degli Uggeri che non comprende solo Milzanello ma anche le cascine limitrofe.
Nell`800 a Milzanello si raggiunge il più alto numero di abitanti. Il notevole incremento venne favorito dal relativo benessere esistente.

Si contano all`epoca 800 persone residenti nonostante che a quei tempi si susseguivano con periodicità allarmante epidemie di colera e di malaria che producevano un tasso di mortalità di circa il 3%.
Il dato è rilevante se si pensa che nell`intero Comune di Leno, nel 1990, su 11000 abitanti circa vi sono meno di 100 morti, per cui l`indice di mortalità pari a meno dell` 1%, un terzo di quello documentato nell` 800.

La vita era più breve e morivano soprattutto giovani e bambini, è impressionate, consultando l`archivio parrocchiale della frazione, verificare come sono molto frequenti funerali di bambini dell`età di 7 - 8 - 9 anni e che rappresentano quasi il 50% dei decessi.
Una nota curiosa è da evidenziare a margine della storia di Milzanello e della famiglia degli Uggeri.
Questi fin dal 600-700 godettero dei previlegi propri dell`Abbazia lenese in quanto gli abitanti e le attività svolte nel paese non pagavano dazi o imposte alla Repubblica Veneta ma direttamente all`Abbazia attraverso il Signorotto locale.
Quest`ultimo come ricordato promosse la costruzione della Chiesa dove la vediamo attualmente e tale edificio era di proprietà della nobile Famiglia.

Proprio perché proprietaria, la famiglia Uggeri godeva della prerogativa del " giuspatronato " privilegio concesso dall`autorità ecclesiastica ai signori benefattori e che consentiva, tra l`altro, di sottoporre a preventivo gradimento la nomina del Parroco.
Il giuspatronato è durata fino al 1958, quando non fu più possibile chiedere l`avvallo alla nomina del nuovo Parroco in quanto non è stato più possibile rintracciare gli eredi dell`originaria famiglia.
L`attuale parroco è stato il primo nominato direttamente dalla curia vescovile senza aver bisogno del nullaosta del signore di Milzanello.

La storia di Milzanello può essere letta anche nell`evoluzione architettonica e nelle caratteristiche dei suoi edifici, lettura che si fa ancor più interessante in quanto la quasi totalità dei fabbricati che compongono il nucleo antico della frazione è costituta da vecchi cascinali che sono rimasti pressoché intatti.
Alcuni elementi possono aiutare a " datare " gli edifici che sono sicuramente più antichi quando muniti di archi di sostegno dei portici mentre sono più recenti e di minor pregio architettonico quando agli archi si sono sostituite strutture portanti in legno.
E` interessante notare che nel territorio Comunale di Leno ed in particolare a Milzanello vi sono diversi esempi di cascine che avevano la funzione di roccaforte, protette dalle incursioni o, comunque fortificate che presentano un unico accesso verso l`esterno.

Si possono ricordare in proposito la cascina Palazzo, all`inizio di Milzanello, la cascina Fabbrica pure nella frazione e tante altre fino ad arrivare alla fortificazione vera e propria che si può vedere alla cascina Castelletto a Castelletto di Leno.
Il portale d`accesso della cascina Palazzo, che era l`unico accesso al cascinale, testimonia che la costruzione è di antica epoca.
Una visita alla cascina consente di rilevare la "ricchezza" di particolari architettonici significativi: dalla stalla con soffitto a volte al fienile adornato con un refilato in marmo. Un`altra cascina che merita sicuramente una visita è la cascina Fabbrica che, unico esempio del suo genere presente sul territorio comunale ma anche nei dintorni, presenta una serie di archi non solo a chiusura del portico ma anche sull`alto fienile e trasversalmente in corrispondenza delle parti abitate.
Altra notevole caratteristica architettonica è la presenza di archi anche nei edifici di minor importanza, i " barchessali " che chiudono su tutti i lati la cascina.

Le fotografie aeree di Milzanello ci consentono di fare alcune considerazioni di carattere urbanistico.
La prima considerazione è che a Milzanello vi era un unico signorotto in quanto le cascine poste a sud lungo la strada principale di questo borgo, abbiano le medesime dimensioni architettoniche, stesse altezze, medesime profondità il che fa pensare ad un unico grande complesso cascinale appartenente ad un solo proprietario e solo successivamente frazionato. La seconda considerazione deriva dal notare come il Milzanello il nucleo storico sia disassato presentando tutta la parte più antica da un lato della strada mentre dall`altro era presente solo il vecchio castello attuale casa padronale dove sono presenti i resti del muro merlato.
Queste riflessioni sono supportate anche da una verifica sui documenti storici esistenti come ad esempio le varie evoluzioni del catasto.

In quello di epoca napoleonica si nota l`assenza di tutti quegli edifici aggiunti successivamente e dove si evidenzia la posizione " isolata " del castello - palazzo degli Uggeri (attuale Villa ............ ) In Milzanello come ricordato si sono sviluppate anche attività non propriamente agricole ma artigianali e di servizio.
Gli edifici adibiti a tali usi ben si discostano come caratteristica architettonica, da quelli destinati all`agricoltura, non hanno la caratteristica forma del cascinale ed il loro utilizzo è quasi sempre leggibile anche nella struttura edilizia ad essi relativa.
Nel caso del suggestivo mulino ancora visibile a metà della strada principale è evidente l`uso sia molitorio che artigianale in quanto serviva anche per azionare il maglio dei fabbri.
In altri edifici non è difficile immaginare una attività di maniscalco testimoniata anche dalla presenza di anelli infissi nel muro e che servivano per legare cavalli e buoi.

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