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Nell’Archivio Comunale tanta storia dimenticata
Con le riforme dell’assistenza e beneficenza che si sono succedute nel nostro paese dalla metà degli anni ’70 del Novecento (dalla Legge 616/1977), numerose istituzioni che avevano come vocazione l’assistenza e la beneficenza ai poveri e ai meno fortunati furono soppresse e le loro funzioni progressivamente attribuite ai singoli comuni. In base a nuove leggi vennero, quindi, istituiti nuovi servizi chiamati “sociali”. Di quelle istituzioni, che funzionarono durante il secolo scorso, sono rimasti gli archivi che documentano e testimoniano il sostegno dato a situazioni personali e familiari davvero misere. Anche a Leno furono attivi il Patronato scolastico, l’Opera nazionale maternità e infanzia (ONMI), l’Ente comunale di assistenza (ECA), il Ricovero vecchi.
I meno giovani, forse, ricordano ancora.
Il Patronato scolastico organizzava la refezione scolastica nelle scuole di Leno, Castelletto, Porzano, Milzanello, nelle scuole di Scovola e di Pluda. Distribuiva, a titolo gratuito, quaderni e libri agli alunni appartenenti alle famiglie più povere del paese. Il patronato organizzava il doposcuola che consisteva nel far fare i compiti per il giorno dopo sotto la sorveglianza di maestre. L’istituzione si sosteneva con i magri contributi che venivano dal comune, dallo Stato e dalle offerte spontanee di privati.
Dall’ONMI le mamme ricevevano corredini e latte per i neonati. Il comitato comunale ONMI organizzava, nella stagione invernale di ogni anno, un refettorio che assicurava almeno un pasto completo alle mamme e alle balie.
L’ECA soccorreva con denaro i più poveri, ed erano tanti, e li aiutava a sbarcare il lunario. Ma anche questo sostegno non era sufficiente, o perché c’era la guerra o perché mancava lavoro, tanto che molte famiglie lenesi negli anni Cinquanta emigrarono in Piemonte senza più far ritorno al paese.
Il Ricovero vecchi di Leno ha una storia importante e lo testimonia il suo archivio, recuperato e riordinato. Il Ricovero vecchi, istituito per iniziativa della Cassa cooperativa di prestiti di Leno nel 1907, venne soppresso nel 1987. Nelle intenzioni dei fondatori la nuova istituzione doveva soccorrere almeno 30 persone inabili al lavoro e “miserabili”. Quando venne aperto, il ricovero cominciò a funzionare regolarmente per 10 poveri vecchi ai quali veniva assicurato vitto, alloggio e assistenza medica. Il ricovero beneficiò negli anni della sua esistenza di sussidi governativi, della Cassa di risparmio, del comune, della Cassa cooperativa e della locale Congregazione di carità.
L’archivio comunale ci restituisce, dunque, anche questa storia recentemente vissuta ma dimenticata e non conosciuta dai più giovani.
Forse, queste storie, sia in famiglia che a scuola, debbono essere raccontate anche oggi. Certo non per dire che la povertà è “bella” e che quando si era poveri si era “più felici”, ma per ricordare che i meno fortunati ci sono ancora malcelati tra le pieghe di una società che vuole tutti “ricchi” e “felici” ad ogni costo.

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